venerdì 30 marzo 2012

I miei Falafel



Cari lettori, mi piacciono molto i falafel. I falafel sono delle polpettine a base di ceci o fave secche, erbe aromatiche e spezie, è un piatto tipico della tradizione israeliana ed araba, non persiana. Ma io li faccio spesso perchè sono buonissimi, ideali per i vegetariani, e celiaci come me, visto che sono a base di ceci. 







Ingredienti
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Ceci secchi                     250 gr
Aglio                               un spicchio oppure tre spicchi d'aglio fresco
Mezza cipolla oppure un quarto di porro se volete il sapore più delicato
Cumino in polvere            Un cucchiaino e mezzo
Coriandolo in polvere        Un cucchiaino scarso
Prezzemolo fresco
Coriandolo fresco se avete
Bicarbonato o lievito in polvere      Un cucchiaino scarso
Sale e pepe
Olio di semi di girasole per friggere

                                      

                                        Mettete a bagno i ceci per 12/15 ore



Scolate i ceci e poi trittateli finemente assieme al resto degli ingredienti


Mettete anche il bicarbonato e regolate sale e pepe. Mettete l'impasto in frigo a riposare per un'ora. Il bicarbonato fa sì che l'impasto lieviti di volume e sia più leggero. Se dopo vedete che l'impasto è un pò troppo molle, aggiungete un pò di farina di ceci, o al contrario se l'impasto è troppo denso , aggiungete qualche cucchiaio d'acqua fino ad ottenere un impasto fine ed omogeneo.






E poi fate delle polpettine non troppo grandi nè piccole 

 


E friggeteli nell'olio bollente



E lasciateli riposare sulla carta assorbente, meglio gustarli tiepidi




I falafel vengono accompagnati da tahin, la salsa al sesamo o semplicemente da yogurt naturale




Oppure potete gustarli con un'insalata di pomodori, cetrioli freschi, pochi cipollotti ed erbe aromatiche

E alla prossima ricetta cari lettori

Un abbraccio

Shoreh


La Persia di Shohreh - Radio CiaoComo

http://www.ciaocomo.it/rubriche/buonissimo/22911-cucine-di-altri-paesi-la-persia-di-shohreh.html



     Il mio riso basmati al vapore con la crosta allo zafferano - Tadig


venerdì 16 marzo 2012

Il Capodanno Persiano - Nowruz



Cari lettori, oggi, 20 Marzo, siamo già in primavera e soprattutto oggi è il nostro capodanno "Nowruz" . Il primo giorno della primavera è il capodanno persiano. Nowruz in persiano vuol dire nuovo giorno, il giorno del equinozio di primavera, quando il sole entra nel segno zodiacale dell'Ariete e attraversa l'equatore celeste; può avvenire il 20, il 21 o il 22 Marzo. Festività per eccellenza è la festa più gloriosa ed importante dell'anno. E' la festa in cui si onora il ritorno della primavera, con tanta allegria e gioia, e nell'aria si sentono già profumi di fiori. Per noi il 21 Marzo è il primo di Farvardin, primo giorno del primo mese dell'anno. I nostri mesi corrispondono ai segni zodiacali, percio' l'Ariete che comincia dal 21 Marzo corrisponde al  mese di Farvardin e così via.


Haft Sin ( Sette S ) La tavola con sette oggetti che cominciano con la S


Ancora 10 giorni prima del capodanno in tutte le case cominciano a fare le grandi pulizie, lavare le tende, lampadari, tappeti, etc. "Khane takani" vuol dire dare una mossa a casa. Mi ricordo sempre da bambina quando aiutavamo mia mamma a pulire a fondo la casa, e poi nel cortile o nel giardino  mia mamma, come tanti iraniani, impiantava sempre i fiori di primavera, le violette, che erano simbolo dell'inizio del bel tempo e della primavera. Durante questa festa tutti, grandi e piccoli, si vestono di nuovo. Qualche giorno prima andavamo sempre a comprare i vestiti e le scarpe nuove, per poi andare a fare le visite a casa di parenti e amici per augurare buon anno. Per tradizione si fanno le visite prima alle case degli anziani e poi degli altri parenti. Succede che nello stesso giorno si possono incontrare anche per 4 o 5 volte le stesse persone. In Iran festeggiamo l'anno 1391, in quanto il conteggio degli anni inizia da quando Mohammad è diventato profeta.


Sabzeh - Germogli di lenticchie
Si fanno germogliare anche orzo e grano

Sin dall'antichità in ogni casa, durante il Nowruz, viene preparata  Haft sin (vuol dire Sette S), una specie di tavola imbandita in cui ci sono sette oggetti i cui nomi in lingua persiana  inizianano con la lettera S.


Sabzeh  - Germogli, che simboleggiano la rinascita e purezza
Sib - Mela, simbolo della salute e bellezza
Somaq - Spezia Sommaco, rosso come il sorgere del sole che sconfigge le tenebre
Sir - Aglio, per medicina e allontanare gli spiriti maligni
Serkè - Aceto, simbolo di pazienza
Sekkè - Monete, auspicio di prosperità e ricchezza
Samanù - crema ottenuta dai germogli di grano, simbolo della dolcezza



 
                                            


  E poi Sonbol - fiore Giacinto, simbolo della primavera che può sostituire uno dei precedenti.


E come vedete oltre che sette oggetti con la S, ci sono sempre anche le  uova dipinte e colorate che sono segno di fertilità, un specchio che riflette gli oggetti e simbolo della Creazione divina,  pesci rossi, e poi il Corano.  Mi ricordo che ogni anno mia mamma dentro il Corano metteva banconote nuovissime, che poi ci regalava all'inizio dell'anno nuovo. Le banconote ed i regali ricevuti si chiamano "Eidì".


                                 

 I pesci rossi rappresentano la vita e la fine dell'anno astrale precedente, che si conclude appunto con la costellazione del Pesci.

                                 




Una parte di Haft Sin con monete e aceto



Dolci a base di mandorle, pistacchi, acqua di rose e cardamomo assieme alla frutta secca e tanta frutta fresca non mancano mai sui tavoli degli iraniani per il loro ospiti durante la visita augurale.
              


Le violette mi ricordano sempre  il nostro capodanno in Iran e i miei bellissimi ricordi di infanzia perchè, come vi dicevo, mia mamma riempiva il giardino con le violette. "Gole Banafshe"



                               Anche noi abbiamo il nostro Babbo Natale che è Haji Firouz



Haji Firouz si colora il viso sempre di nero e si veste in rosso o vestiti colorati e con il suo tamburino "Darie" va in giro a cantare e suonare ai bambini  per fare allegria e augurare loro buon anno




  Nell'ultimo mercoledì dell'anno vecchio si fà il salto del fuoco. Durante "Charshanbe Souri", il     mercoledì rosso, i falò vengono accesi ovunque in tutte le città da gruppi di amici e parenti.




La tradizione vuole che si salti sopra alle fiamme recitando le parole "Dammi il colore rosso e prenditi il giallo del mio pallore" (sorkhie to az man, zardie man az to), e poi le ceneri dei fuochi spenti vengono raccolte e seppellite lontano dalle case, perchè quelle ceneri rappresentano tutto ciò che di triste e doloroso l'anno vecchio ha portato con se.




Le festività di Nowruz durano 13 giorni. Nel tredicesimo giorno dell'anno, il 13 Farvardin (2 Aprile) , la tradizione vuole che si trascorra quell'ultimo giorno dei festeggiamenti all'aria aperta, tenendo così gli spiriti malvagi e l'ombra della sfortuna lontano dalla propria casa.






Si riuniscono tutte le famiglie per un ricco picnic, possibilmente accanto a un fiume o un corso dell'acqua, dove verranno gettati i germogli "Sabzeh", coltivati per le feste come segno di buon auspicio, liberandosi con essi anche dalle preoccupazioni e difficoltà dell'anno vecchio. Di solito ognuno, prima di buttare i germogli nell'acqua corrente, annodando gli steli esprime un desiderio. Le ragazze che desiderano sposarsi, un pò per tradizione ed un pò per scherzo, mentre annodano Sabzi dicono "Sale Degar  Khaneye Shohar" che vuol dire "l'anno prossimo a casa dello sposo".



               

Auguro a tutti voi un buon inizio di primavera, e a tutti i miei carissimi connazionali
felice anno nuovo.


EIDE SHOMA MOBARAK!



Un abbraccio a tutti voi

Shoreh

domenica 4 marzo 2012

Olive farcite con noci, melograno e menta - Zeitun Parvardeh



Cari lettori, questo buonissimo antipasto è un piatto del nord dell'Iran, Regione Gilan, dove c'è tanto verde ed il Mar Caspio. La regione Gilan, con la capitale Rasht, è una delle regioni più belle dell'Iran, con la cucina molto ricca a base di pesce e verdure ripiene con melograno, noci, menta e tante erbe aromatiche che vengono coltivate nelle sue bellissime colline; anche le olive in Iran vengono coltivate in questa regione.
Perciò questo antipasto, del quale vi presento oggi la ricetta, si mangia molto a Gilan e anche a Mazandaran, un altra bella regione confinante con Gilan, sempre verde, anche questa con spiagge sul Mar Caspio. Ho dei ricordi bellissimi della mia infanzia quando andavamo sul Mar Caspio, a  Mazandaran.






Zeitun Parvardeh
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Ingredienti
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Olive verdi snociolate                                200 gr
Noci tritate                                               100 gr
Aglio tritato fine                                     Mezzo spicchio
Melograno                                                uno
Menta fresca                                            100 gr



Dovete spremere un melograno con lo schiaccia patate


Io ho mescolato la salsa di melograno che avevo con succo di mezzo melograno; potete far addensare il succo facendolo bollire per 5 minuti e ridurre il suo volume a metà.



Dovete fare un taglio per lungo sulle olive per poter mettere la farcia.
Bisogna lavare le olive per eliminare il gusto di salamoia, perchè i sapori si sentono meglio dopo.


E riempite ogni oliva con la farcia che avete preparato con le noci tritate, le foglie di menta fresca a pezzetti e la salsa di melograno e aglio tritato ben mescolati assieme.





Se vi avanzano le foglie di menta tenetele in un bicchiere d'acqua, cosi si manterranno sempre fresche e vi faranno  anche le radici, così che potrete impiantarle per poterle avere sempre a disposizione per le vostre pietanze profumate.


Alla fine mettete tutto in una ciotola, aggiungendo ancora la farcia assieme alle olive ripiene, con chicchi di melograno fresco e le foglie intere di menta fresca.



Meglio lasciar riposare le vostre olive per un giorno o due; vedrete che i sapori si amalgameranno bene e  tutto risulterà molto più saporito e profumato.

Grazie e alla prossima ricetta Inshallah

Un abbraccio da Shoreh

giovedì 1 marzo 2012

La bellissima isola d Malta con i suoi dolcetti ai datteri - Imqaret



Cari lettori, in gennaio di quest'anno con mio marito Guido abbiamo fatto una settimana di vacanza sull'Isola di Malta. Devo dirvi che tutte e due siamo rimasti affascinati da quest'isola; e con grande piacere vorrei raccontarvi la mia esperienza e anche darvi la ricettta di un dolce tipico di questo meraviglioso posto.


Imqaret (li chiamano anche Date Diamonds,
perchè il dolce ha la forma di diamante).


 Imqaret - Fagottini ripieni ai datteri
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Questo dolce è un dolce tipico di Malta. Sono buonissimi anche appena fatti e caldi, infatti vengono venduti dagli ambulanti alle porte di La Valletta , la capitale di Malta.

Ingredienti
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Per l'impasto
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Farina       400 gr
Burro         50 gr
Margarina   50 gr
Zucchero    50 gr
Anisettta    1 cucchiaio
Essenza d'arancia  2 cucchiai 
Acqua    q.b.

Per il ripieno
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Datteri snocciolati    400 gr
Scorza di un limone
Scorza di un'arancia
Scorza di un mandarino
Spezie miste  mezzo cucchiaio (chiodi di garofano, cannella, coriandolo, noce moscata)
Anisetta                     un Cucchiaio
Se non avete anisetta che è il liquore di anice, oppure non vi piace anice, potette mettere tre cucchiai di brandy

Unite tutti gli ingredienti necessari per l'impasto ed impaste bene tutto, e tenete da parte per un'ora.

Per il ripieno mettete i datteri tagliati a pezzetti piccoli in una pentola con poca acqua, e fate riscaldare per pochi minuti. Aggiungete le scorze di limone, arancia e a mandarino, un cucchiaio di essenza d'arancia, le spezie macinate, un cucchiaio di anisetta e mescolate bene tutto con una forchetta . Verrà fuori un impasto morbido e molto profumato.
Stendete la pasta sottile in lunghe strisce di circa 10 cm di larghezza, pennellatte i bordi con acqua. Mettete un pò di impasto al centro. Ripiegate i bordi e pressate bene per evitare che esca il ripieno, e tagliate dei ravioloni a forma di rombo. Friggete in olio abbondante fino a doratura.
Se a voi qualche spezia piace più di altre, potete benissimo mettere la spezia che volete, ma caratteristica di questo dolce è soprattutto il profumo di anice e arancia assieme.




E adesso vorrei parlarvi di Malta e farvi conoscere questa affascinante isola


Malta
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L'arcipelago maltese consiste di tre isole principali, Malta, Gozo e Comino e altri vari isolotti,
ma comunemente tutto assieme si chiama Malta.
Arcipelago isolato nel cuore del mare Mediterraneo, a 93 kilometri a sud della Sicilia e 288 km a nord dell'Africa, un superfice di soli 316 km.qt. con 400.000  abitanti, Malta è uno dei paesi più popolati nel mondo. Ha infatti una densità di 1.248 abitanti per km.qt. Sono state trovate le prime tracce umane a Malta nel V millennio A.C.; perciò Malta è un paese con 7.000 anni di storia.




Il porto di San Giuliano


La Valletta - La capitale


Malta, un posto strategico tra Europa e Africa, ha avuto durante i secoli conquiste da parte di Fenici, Romani, Arabi, Normanni, Spagnoli e Britannici, che per ultimi sono rimasti fino al 1964, quando Malta è finalmente diventata indipendente.
Tutti i conquistatori hanno lasciato su Malta le loro tracce con lingua, abitudini, cultura e cibo. E per questo Malta ha il fascino di un miscuglio di tutte le culture e civiltà di questi popoli. 


Isola di Gozo


Durante i 7.000 anni di storia di Malta sono stati tre i periodi che hanno avuto la maggior influenza nell'attuale assetto del paese: 1) la dominazione araba dal 870 al 1090 è alla base della lingua maltese; 2) i cavalieri dell'Ordine di San Giovanni, che occuparono le isole dal 1530 al 1798, hanno dato all'arcipelogo l'impronta maggiore dal punto di vista artistico, sociale e culturale; ed infine 3) il periodo britanico, dal 1801 al 1964, che ha portato il paese verso la modernità e industrializzazione.



Il porto di La Valletta





La Croce di Malta, simbolo dell'Ordine dei cavalieri di Malta, ha origini amalfitane. Le sue 8 punte simboleggiano sia le 8 nazionalità di provenienza dei cavalieri ( Italia, Francia,Provenza, Alvernia, Castiglia, Aragona, Germania e Inghilterra ) sia gli otto principi che essi devono rispettare : Spiritualità, Semplicità, Umanità, Compassione, Giustizia, Misericordia, Sincerità, Sopportazione.

I Cavalieri erano nobili provenienti dalle più importanti casate europee, investiti da una missione fondamentale: proteggere la fede cattolica e l'Europa dagli attacchi dei Turchi Ottomani.




                                                     Centro di La Valletta

Una città fortificata che custodisce al suo interno numerosi tesori, tra cui chiese e palazzi barocchi. Dai suoi bastioni che si affacciano da un lato sul porto Marsamxett e dell'altro sul Grand Harbour, si può godere di incantevoli panorami su tutto l'arcipelago.



Un tocco inglese



Una bellissima chiesa a Gozo



Guardate i colori di questa terra


Un vecchio caratteristico villaggio di pescatori di nome Marsascala





E durante l'inverno i pescatori lasciano fuori loro barche per dipingerle e sistemarle per l'estate







Mdina


I nargilè in vetrina di un negozio


Citta antica di Mdina - la vecchia capitale di Malta,
con edifici medievali e in stile barocco



La Grotta Blu







La presenza di corallo sulle pareti della grotta - naturalmente protetta
E guardate anche il colore blu che c'è dentro la Grotta






L'acqua cristallina dell'isola


                                        Uno dei tre siti archeologici dell'isola
Templi megalitici di Gigantia, Hagar Qim e Menaidra




E adesso parliamo del cibo di Malta


La frutta secca alla mia colazione


Abbiamo mangiato i calmari in umido con olive e pomodori



La vera cucina maltese ha pietanze seducenti che hanno nomi, sapori, colori e profumi di Sicilia, Tunisia e Turchia. Basta pensare al dolcetto che vi ho presentato che ha un nome arabo ed il ripieno di datteri, tipico dei paesi arabi.
Per la sua posizione che le permette di avere pesce in abbondanza e tante coltivazioni, estese a tutta l'isola, di erbe aromatiche, frutta e verdura, miscelate con la tradizione e con la fantasia mediterranea, la sua cucina è diventata ricca e fantasiosa


Polipi al limone, aglio e prezzemolo




Coniglio fritto all'aglio



Le specialità locali più popolari sono i pastizzi (pasta sfoglia ripiena di formaggi), le timpana (timballi di maccheroni, formaggio e uova), il fenek (coniglio fritto o in umido), oppure zuppa di pesce, polipi e calamari in umido al vino rosso, involtini di carne cotti in vino rosso, kannoli (dolci con ricotta e frutta candita), kapunata (versione maltese della caponata siciliana), Helva tat-tork (dolce a base di mandorle intere e tritate), karabali (zucchine ripiene), kusksu (zuppa di fagioli freschi), fulbit-tewm (fave all'aglio), il pane Hobz con crosta croccante e mollica morbida, la Lampuka (un tipo di pesce) che viene usata per una torta salata ripiena di pesce e verdure, i qassasat (pastelle ripiene di ricotta, carne, spinaci o piselli). Da non dimenticare gli Imqaret (pasticcini fritti ripieni di datteri), che sono quelli dei quali vi ho appena presentato la ricetta.






Visto che essendo celiaca non ho potuto gustare i dolcetti Imqaret che ci portavano
ogni sera dopo cena, ho voluto a mangiare i  datteri così naturali assieme al gelato alla crema e caramelo. Una Bontà




Guardate ancora altri immagini di questa incantevole isola che la considero un posto pittoresco, poetico e tanto di pace !















 E tuffiamoci tutti nelle meravigliose acque di questa incantevole isola !


Un abbraccio a tutti voi

Grazie

Shoreh