lunedì 13 febbraio 2017

Il Mio Tadig con Insalata Romana - Tadig Kahu



Ciao amici, ormai sapete che il Tadig in cucina persiana e' la parte croccante del riso che si forma in fondo della pentola.  

Normalmente Tadig viene fatto in modo semplice  col riso basmati allo zafferano e olio o burro.

Invece sotto il riso in fondo della pentola potete mettere patate, insalata romana oppure pane sottile.

E una volta tutto e' pronto capovolgete la pentola .




Questa volta ho messo insalata romana in fondo della pentola e devo dirvi che il gusto e' molto buono e delicato.




Ingredienti per il Riso Basmati al Vapore con la Crosta Tadig di Insalata Romana
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Riso basmati                                  300 gr
Burro                                              100 gr
Insalata Romana                             Una
Zafferano in polvere                       Un quarto di cucchiaino
Sale grosso






Lavate il riso basmati 4/5 volte sotto l'acqua tiepida in modo che perda il suo amido

e cuocete il riso con abbondante acqua bollente salata per 10 minuti e scolatelo ancora un po' al dente.



Guardate il mio riso basmati bollito quanto e' cresciuto  durante la cottura. 

Il segreto e' che, se avete tempo, una volta lavate il riso potete lasciarlo a bagno con acqua fredda e salata per un'ora o due, cosi' il riso durante la cottura cresce meglio.



Sciogliete lo zafferano in un bicchiere di acqua bollente

Prendete la vostra pentola antiaderente e versate lo zafferano e acqua bollente e burro e sciogliete tutto per bene.

Se non volete usare tanto burro e ridurre la quantita' , potete fare meta' burro e meta' olio di girasole o mais o arachide.

E prendete un quarto di questo liquido che avete fatto in fondo della pentola per versare dopo sul riso.




Appoggiate sopra del liquido le foglie di insalata romana, la parte esterna verso basso, e coprite tutto i fondo della pentola con le foglie di insalata per bene.






E dopo mettete tutto il riso bollito sopra.


Coprite la pentola e fate andare tutto per 5 minuti in modo che il liquido sotto la pentola evapori e faccia cuocere il riso al vapore, mentre le foglie di insalata romana diventano croccanti.


Una volta e' uscito tutto il vapore versate sopra il riso il liquido restante e coprite la pentola con coperchio avvolto in un canovaccio pulito.






Abbassate i fuoco e lasciate andare tutto per 45 minuti.

Spegnete il fuoco e lasciate riposare la pentola per 5/10 minuti e dopo capovolgete
tutto sul piatto grande di portata.




Tutto un pezzo come una torta





Devo dirvi che il gusto e' molto buono e delicato.


Se desiderate a posto di insalata romana potete mettere le foglie di radicchio di Treviso oppure radicchio di Chioggia, ma la versione originale persiana e' con insalata romana.


Buon Tadig a tutti Voi Amici !

Un caro saluto

Shoreh

martedì 31 gennaio 2017

Polpette alle Noci e Salsa di Melograno - Kabab Kubideh Torsh




Ciao Cari Amici, questa e' la mia prima ricetta dell'anno.

Vi auguro Buon 2017 con tanta salute e tante belle  ricette in cucina :)



Oggi Vi presento la ricetta di polpette di carne con le noci e salsa di melograno,
guarnite con pistacchi e chicchi di melograno

Una ricetta molto facile e gustosa soprattutto per le persone che amano il gusto agrodolce







Ingredienti per le polpette di carne con le noci e melograno
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Carne tritata di manzo o vitello       400 gr

Noci tritate                                       50 gr

1 Cipollotto oppure 3 cipolline

Curcuma                                           Mezzo cucchiaino

Melassa di melograno                       Una tazza
Oppure 4 melograni freschi

Foglie fresche di menta                     5
Oppure menta essiccata                     Mezzo cucchiaino

3 Cucchiai di farina di riso o mais

Sale e pepe

Olio extra vergine d'oliva

Per guarnire :
Pistilli di pistacchi oppure pistacchi tritati
e Chicchi di melograno









Mettete in una ciotola la carne tritata, cipollotto tritato, curcuma, le foglie di menta tritate, farina di riso o mais, un cucchiaio di melassa di melograno, sale e pepe




Se non trovate la melassa di melograno, la potete fare molto facilmente a casa






potete avere il succo di melograno spremendolo con schiaccia patate




E poi fate bollire il succo ed addensarlo fino al terzo del suo volume



Dall'impasto facciamo delle piccole polpette, la misura di una noce.

E schiacciamole un po'.




E le friggiamo in poco olio d'oliva, delicatamente, 3 minuti per parte







Nel frattempo mescoliamo 4 cucchiai di melassa di melograno assieme di un bicchiere e mezzo di acqua bollente






E versiamolo sopra le polpette una volta che sono fritte.





Se non avete la melassa di melograno e invece il suo succo fresco, potete versare il succo direttamente,  
cosi durante la cottura diventa piu' densa.




Coprite la pentola e lasciate andare tutto con fuoco lento per 15 minuti. Controllate ogni tanto che le polpette non si attacchino e giratele in modo che assorbano il succo da tutte le due parti.





Alla fine il sugo di cottura diventa piu' densa mentre ha dato tutto il suo sapore alle polpette.




Guardate la consistenza del sugo di cottura.



Mettiamo le polpette in piatto di portata con il suo sugo di cottura sopra.



E cospargiamo sopra le polpette un po' di pistilli di pistacchi e chicchi freschi di melograno

La delizia e' garantita !




Buone Polpette a tutti Voi Amici

Un caro saluto !

Shoreh



venerdì 16 dicembre 2016

Una Persiana a Venezia, Racconti e Ricette 4



Questi due piatti di riso che avevo preparato tempo fa a casa di una mia carissima amica di Venezia, Teresa
ricordando i bei tempi, quando a casa nostra, a Teheran, mia mamma faceva tanti piatti
deliziosi e colorati.




Nella cucina di casa nostra a Teheran erano sempre presenti nell’aria fragranze di erbe aromatiche, spezie e riso basmati mescolato allo zafferano. Sento ancora il profumo meraviglioso del ripieno di verdure e foglie di vite, Dolmeh, della cucina di mia Maman Badry.




La mia cucina persiana è una cucina ricca di sapori e profumi, delicata e mai troppo speziata, piatti succulenti cotti con tante erbe aromatiche e verdure, con aggiunta di spezie in modo moderato.


 









Il popolo iraniano è un popolo molto ospitale. In tante case il Samovar, il bollitore per fare il tè, è sempre acceso durante il giorno per ricevere ospiti e passare momenti piacevoli assieme.



In Iran si usa molto fare visita a casa di amici e parenti, e  a casa nostra quando gli zii e le zie ed i cugini venivano a passare un pomeriggio con noi, mio papà “Agha Joon” chiedeva sempre loro di fermarsi a mangiare con noi. Per questo mia mamma cucinava spesso abbondante.

I parenti sapevano che, quando venivano a visitarci nel pomeriggio, una buona cena era sempre assicurata.





Invece se non c’era abbastanza cibo per gli ospiti mio papa' Agha Joon, mandava mio fratello Sharam a prendere i kabab da fuori. E Sharam tornava a casa con un vassoio profumato di kabab kubideh, spiedini di carne tritata alla brace con pomodori grigliati, tutto avvolto in pane taftun, accompagnati dai mazzetti di Reyhan, una profumatissima erba aromatica che veniva sempre offerta dai Kababi, i negozi di Kabab.





Era una delizia mangiare quel pane taftun che durante il tragitto di Sharam dal Kababi’ a casa aveva assorbito tutto il buonissimo sugo di carne.





Un tempo, in tutte le case in Iran i pasti venivano serviti su una tovaglia, detta Sofreh, سفره , stesa su di un tappeto, e si mangiava tutti attorno a questa tovaglia, inginocchiati o con le gambe incrociate, qualcuno appoggiando la schiena su comodi cuscini detti Poshti, پشتی .

Questa abitudine esiste tuttora ma, per la comodità e lo stile di vita moderno, in tante case si mangia tutti a tavola. Mentre questa usanza è rimasta ancora in tantissime famiglie tradizionali in Iran, soprattutto nelle province, campagne e villaggi.





Sul sofreh già dall’inizio vengono messi gli antipasti “Maze”, مزه , il pane, نان , “Nan”, erbe aromatiche fresche “Sabzi Khordan”, سبزی خوردن , il formaggio, le insalate, yogurt, e i sottaceti Torshì, ترشی , il riso e le pietanze che lo accompagnano, tutti contemporaneamente.






Si comincia gustando pane e formaggio assieme alle erbe aromatiche.




E dopo si gustano i piatti principali. I dolci e la frutta si portano alla fine, ed anche il tè, spesso servito dal Samovar, oltre ad essere bevuto durante tutto il giorno viene anche sorseggiato alla fine del pasto. Durante i pasti normalmente si beve acqua, succhi di frutta o bevande analcoliche come Coca Cola o Sprite, oppure “Dough”, دوغ , la bevanda a base di yogurt,  acqua gasata e menta essiccata.



Sino ai tempi dello Scia di Persia, cioè fino al 1979, il vino veniva consumato in alcune case, ma adesso è proibito dal governo islamico, mentre nell’antica Persia il cibo si gustava anche col vino.




Il famoso poeta medioevale persiano Omar Khayyam dimostra questo parlando sempre del vino nelle sue bellissime quartine.






Questa bottiglia di vino è di un vino rosso toscano, con il nome di Omar Khayyam, e con una delle sue quartine scritte in persiano.
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 Omar Khayyam, nato a Nishapur nel Khorasan (Persia nord-orientale) nel 1048 e morto nel 1132.

E' stato il poeta mediorientale più famoso in Occidente per aver cantato il vino.

Oltre che poeta, fu anche astronomo, matematico e filosofo, e per questo in Iran dai suoi tempi fino ad oggi viene chiamato Hakim Omar Khayyam.

Le sue "quartine" sono state introdotte in Europa grazie alle traduzioni dello scrittore inglese Edward Fitzgerald (la prima edizione risale al 1859).





Alcuni produttori di vino nel mondo dedicano parte della loro produzione a Omar Khayyam e, come vedete sulla bottiglia, mettono le sue bellissime quartine scritte in persiano e tradotto in lingua del paese della produzione


Vi traduco le sue due quartine scritte  su queste due bottiglie di vino bianco e rosso
prodotte negli Stati Uniti d'America.




 Passa  il tempo con il vino lungo un ruscello
             E lascia allontanarsi il dispiacere
            La nostra vita dura come una rosa, alcuni giorni
                Sii sorridente e gioioso e vivi questa vita


                                                                             e


Bevi vino, che vita eterna è questa vita,
E questo è tutto quel ch'hai della tua giovinezza;
Ed or che c'è vino, e fiori ci sono, e amici lieti d'ebbrezza,
Sii lieto un istante ora, che questa, questa è la Vita.






E altre sue quartine sul vino :


Mi dice la gente: “Gli ubriachi andranno all’inferno!
Ma son parole queste prive di senso pel cuore:
se dunque andranno all’inferno i bevitori e gli amanti,
vedrai il Paradiso domani nudo come palmo di mano!


                                                              

Ogni attimo che passa veloce della tua vita
non lasciare che passi altro che in buona allegrezza
Sappi che il capitale vero del gran commercio del mondo
è la vita, la vita che passa come tu sai passarla.


Se non bevi vino, non rimproverare chi si ubriaca
E non cominciare a intrecciare astuzie e inganni
Non essere poi cosi' fiero di non bere il vino, che' di certo
cento bocconi ingoi di cui il vino e' umile servo.




In Iran la produzione del vino veniva fatta soprattutto nella bellissima città di Shiraz per la qualità delle uve rosse dei tantissimi vitigni della città.

   
Shiraz è un vitigno rosso che è stato esportato nelle zone più calde di Australia e Francia, e successivamente in tutto il mondo, dove continua ad essere prodotto mantenendone il nome.






E mio marito Guido, quando ha scoperto uno dei nostri piatti più  buoni, Khoresh Ghorme Sabzi,  mi diceva: Come fanno a proibire il vino in Iran ? Come si fa a mangiare un piatto come il ghorme sabzi e non bere vino rosso assieme ?


E io Vi dedico il mio SorRiso con Tadig allo Zafferano

Alla Vostra Salute !
Shoreh